Apollo del Belvedere — Supporto in fibra di carbonio per i Musei Vaticani

Il nostro supporto in fibra di carbonio per l'Apollo del Belvedere presentato dai Musei Vaticani.

Dalla progettazione alla realizzazione del supporto in carbonio per l'Apollo del Belvedere

Poche sculture nella storia dell’arte occidentale incarnano l’ideale di bellezza classica con la stessa forza dell’Apollo del Belvedere, conservato nei Musei Vaticani. Scolpita nel marmo bianco e alta oltre due metri, la statua ha attraversato secoli di ammirazione, studio e restauri. Ma anche i capolavori richiedono protezione. Con il tempo, micro‑movimenti, sollecitazioni in occasione di spostamenti tra musei e la naturale fragilità del marmo antico hanno reso necessario ripensare il modo in cui l’Apollo veniva sostenuto.

Durante la più recente campagna di restauro dell’Apollo (durata circa cinque anni, dal 2019 al 2024 e presentato ufficialmente il 14 ottobre 2024) i Musei Vaticani hanno cercato non solo di ripristinare l’integrità estetica della scultura, ma anche di garantirne la stabilità a lungo termine. Ciò richiedeva un sistema di supporto leggero, non invasivo, strutturalmente affidabile e completamente reversibile — una combinazione difficilmente ottenibile con i materiali tradizionali.

È qui che Aviacompositi – Carbonikon, azienda italiana con decenni di esperienza nell’ingegneria della fibra di carbonio, è entrata in gioco. La loro esperienza sulle strutture realizzate in materiali compositi ad alta ingegnerizzazione li ha resi particolarmente adatti a progettare e realizzare una soluzione capace di rispettare la fragilità del marmo con il rigore scientifico della conservazione moderna.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti nei Musei Vaticani, il sostegno in fibra di carbonio progettato da Fabio Manieri titolare di Aviacompositi – Carbonikon è li, dietro l’Apollo, quasi invisibile, a sostenerlo con una forza di trazione fissa di 150 kg inclinata verso l’alto e costantemente monitorata.

Il lavoro di design, in perfetto accordo con gli specialisti dei Musei Vaticani, la progettazione strutturale di tutte le parti, non solo dell’albero in carbonio, elegante ma strutturale (curvo verso l’avanti quasi a proteggere la statua) avente una sezione ellittica alla base che progredendo verso l’alto e rastremandosi si trasforma in circolare, del particolare sistema di ancoraggio ad espansione posto dietro sulla schiena dell’Apollo, della barra tirante, del sistema di fissaggio della struttura al basamento fino alla scelta e all’interfacciamento del sistema di controllo della forza tramite cella di carico miniaturizzata che consente un costante monitoraggio della forza applicata così da evidenziare eventuali micro movimenti, sono stati una grande sfida.

Il progetto e la realizzazione del sistema completo in tutte le sue parti  ha impegnato Aviacompositi – Carbonikon e il suo titolare e progettista Fabio Manieri per più di 8 mesi, durante i quali sono state fatte moltissime simulazioni 3D, verifiche sul posto, e simulazioni dal vivo in laboratorio che hanno reso l’installazione sulla statua un intervento rapido e affidabile in una sola sessione senza la necessità di successivi aggiustamenti. 

Il lavoro è stato intenso ma nello stesso tempo esaltante per la consapevolezza che l’intervento avrebbe consentito di mettere in sicurezza questo capolavoro che dal II secolo d.C. (101-200 d.C.)
 ha attraversato quasi duemila anni di storia, giungendo fino a noi come una delle più celebri testimonianze della scultura romana, dal valore classico universale.

Per continuare a mostrare al mondo la sua bellezza e la sua armonia l’Apollo del Belvedere doveva ormai essere aiutato dalle moderne tecnologie messe al servizio dell’arte che Aviacompositi – Carbonikon ha nel suo DNA. 

L’Apollo del Belvedere è ora di nuovo al suo posto nei Musei Vaticani mostrando ancora al mondo tutta la sua espressione di bellezza, forza ed eleganza.

test al banco di tutto il supporto dell'apollo del belvedere realizzato da aviacompositi
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